Ufficiale: Stevan Jovetic è un giocatore del Manchester City
Stevan Jovetic è ufficialmente un giocatore del Manchester City. La Fiorentina ha annunciato la cessione via Twitter attraverso l’account ufficiale della società, senza però specificare il prezzo pagato dagli inglesi per il cartellino del montenegrino: “Raggiunto l’accordo con il Manchester City Football Club per la cessione a titolo definitivo del calciatore Stevan Jovetic“. Stando a quanto scrive ‘Sportmediaset’, i viola sarebbero riusciti ad ottenere i 30 milioni cash che volevano per cedere il proprio gioiello; 26 milioni subito più altri quattro legati ad alcuni bonus.
E’ finita dunque definitivamente la telenovela tra la Rubentus e la Fiorentina che ha quasi monopolizzato l’inizio di questo calciomercato. Il montenegrino il prossimo anno giocherà in Inghilterra alla corte di Pellegrini, mentre invece Antonio Conte dovrà “accontentarsi” di Carlitos Tevez e Fernando Llorente. Per la Fiorentina è gran bel colpo perché non solo è riuscita ad ammortizzare perfettamente l’investimento fatto per portare in Italia Mario Gomez, ma anche perché questa cessione permetterà a Pradè di continuare ad operare sul mercato per rafforzare la squadra di Vincenzo Montella.
Quasi certamente adesso a Firenze arriverà Josip Ilicic dal Palermo, ‘fermo’ in attesa della cessione di Jovetic da circa 10 giorni, nonostante un accordo già raggiunto tra Fiorentina e Palermo. Nulla da fare dunque per il Chelsea di Mourinho che aveva tentato come il City di acquistare il giocatore una volta capito che i Della Valle non l’avrebbe mai venduto alla Rubentus . Jovetic lascia così Firenze dopo 5 anni, nei quali ha collezionato 135 presenze segnando 40 gol.Il giocatore è stato venduto per circa 30 milioni di euro, bonus compresi
Ora è ufficiale: Stefan Jovetic andrà al Manchester City. Lo ha annunciato il club viola attraverso il proprio sito. L'accordo è subordinato alla firma del contratto economico da parte del calciatore già volato in Inghilterra per sottoporsi alle visite mediche. L'ufficialità è attesa per domani. «Firenze mi resterà sempre nel cuore, ma ora sono molto felice di andare a giocare al Manchester City, è una squadra importantissima della Premier, ho tanta voglia di vincere qualcosa» dice Stevan al sito Firenzeviola. «Normale che i tifosi siano un po' arrabbiati, ma da parte mia non è stato mai detto nulla contro di loro o contro la Fiorentina - ha aggiunto Jovetic - Ma vorrei essere compreso nella mia scelta, sono ancora giovane, avevo voglia di cambiare aria anche se lascio una grande Fiorentina e sarebbe stato bello giocare in coppia con Mario Gomez». L'accordo dovrebbe essere stato raggiunto per circa 30 milioni di euro, bonus compresi, mentre per il giocatore sarebbe pronto un contratto da 120.000 sterline la settimana per 4 anni. In queste ore si sono intensificati i contatti tra il club inglese, la società viola (l'ad Sandro Mencucci si trova in Inghilterra pronto eventualmente ad intervenire) e l'agente dell'attaccante montenegrino Fali Ramadani.
Sono in calendario un altro incontro, per gli ultimi dettagli e le visite mediche per Jovetic. Il divorzio dalla Fiorentina arriva dopo 5 stagioni, 135 partite e 40 gol comprese le doppiette a Liverpool e Bayern Monaco in Champions League. «Stevan ha dato molto alla Fiorentina, ha espresso il desiderio di crescere altrove e gli invio un grosso in bocca al lupo» ha detto Vincenzo Montella che intanto ha consigliato Ljajic a restare almeno un'altra stagione a Firenze per completare il percorso di crescita, ha applaudito l'arrivo di Mario Gomez «un campione che avevo chiesto alla società già a gennaio», ha confermato che al momento il portiere titolare è Neto, ha rivelato che la Fiorentina sta cercando un giocatore simile a Pizarro «ma è introvabile, intanto David è motivato a continuare l'avventura viola».
E mentre continuano a circolare le voci di un interesse per Marco Verratti con continui contatti tra il clan viola e l'entourage del giovane centrocampista del Psg, una volta definita la cessione di Jovetic la Fiorentina accelererà col Palermo per Josip Ilicic col quale c'è l'accordo da tempo. «Vediamo cosa succederà - ha commentato Montella - certo Ilicic è un giocatore forte. Giusto che i tifosi sognino, noi dovremo mantenere lo stesso spirito di rivalsa dell'anno scorso, la stessa fame e il basso profilo, così potremo arrivare lontano. Il primo obiettivo è qualificarci per i gironi di Europa League». Nel frattempo continua la corsa agli abbonamenti che stanno sfiorado quota 18.000. «Spero che la curva Fiesole vada esaurita presto come ai vecchi gloriosi tempi - ha dichiarato il presidente del Centro di coordinamento viola club Filippo Pucci -Una cosa che confermerebbe ulteriormente il grande entusiasmo e fiducia verso questa Fiorentina ed eviterebbe anche certi problemi organizzativi». Per dichiarare 'sold out' la Fiesole mancano poco meno di 2000 tagliandi.
Sono in calendario un altro incontro, per gli ultimi dettagli e le visite mediche per Jovetic. Il divorzio dalla Fiorentina arriva dopo 5 stagioni, 135 partite e 40 gol comprese le doppiette a Liverpool e Bayern Monaco in Champions League. «Stevan ha dato molto alla Fiorentina, ha espresso il desiderio di crescere altrove e gli invio un grosso in bocca al lupo» ha detto Vincenzo Montella che intanto ha consigliato Ljajic a restare almeno un'altra stagione a Firenze per completare il percorso di crescita, ha applaudito l'arrivo di Mario Gomez «un campione che avevo chiesto alla società già a gennaio», ha confermato che al momento il portiere titolare è Neto, ha rivelato che la Fiorentina sta cercando un giocatore simile a Pizarro «ma è introvabile, intanto David è motivato a continuare l'avventura viola».
E mentre continuano a circolare le voci di un interesse per Marco Verratti con continui contatti tra il clan viola e l'entourage del giovane centrocampista del Psg, una volta definita la cessione di Jovetic la Fiorentina accelererà col Palermo per Josip Ilicic col quale c'è l'accordo da tempo. «Vediamo cosa succederà - ha commentato Montella - certo Ilicic è un giocatore forte. Giusto che i tifosi sognino, noi dovremo mantenere lo stesso spirito di rivalsa dell'anno scorso, la stessa fame e il basso profilo, così potremo arrivare lontano. Il primo obiettivo è qualificarci per i gironi di Europa League». Nel frattempo continua la corsa agli abbonamenti che stanno sfiorado quota 18.000. «Spero che la curva Fiesole vada esaurita presto come ai vecchi gloriosi tempi - ha dichiarato il presidente del Centro di coordinamento viola club Filippo Pucci -Una cosa che confermerebbe ulteriormente il grande entusiasmo e fiducia verso questa Fiorentina ed eviterebbe anche certi problemi organizzativi». Per dichiarare 'sold out' la Fiesole mancano poco meno di 2000 tagliandi.
Il trasloco è quasi pronto. La casa comprata un paio di anni fa in zona Coverciano è piena di scatoloni. Quando Stevan, d’accordo con il padre, decise di comprare la casa a Firenze erano altri tempi. Aveva deciso di restarci a lungo, poi qualcosa è cambiato. “Firenze mi resterà nel cuore – dice salutando – non ci sono rimasto un giorno in questa città e per questo mi mancherà. E’ bellissima e mi sono trovato davvero bene con tutto, soprattutto con la gente”.
Jovetic saluta i tifosi viola: “Adesso sono un po’ arrabbiati è normale, ma io non ho mai detto nulla di male né contro di loro, né contro la Fiorentina. E ci mancherebbe altro. Però cercate di capirmi, sono ancora giovane, so di aver dato tutto con questa maglia, avevo voglia di cambiare aria. E’ una cosa lecita, no?”
Stevan ma quando nomina la Juventus questa città impazzisce.....“Sono felicissimo di andar al City, credetemi. Non fatemi aggiungere altro. Vi chiedo solo di rileggere tutta l’intervista che ho rilasciato alla Gazzetta, non di fermarvi al titolo”.
Il City perché? “Perché è una squadra importantissima, si gioca la Premier. Ho proprio voglia di vincere qualcosa. E poi troverò il mio grande amico Nastasic”.
Che Fiorentina lascia? “Una squadra pazzesca. Sono contento. Sappiate che io resterò sempre legato ai colori viola e ne resterò un tifoso, ci mancherebbe. Lo scudetto? Magari”.
Mario Gomez? “Non l’ho incontrato, ma è davvero fortissimo. Giocare in coppia con lui sarebbe stato bellissimo, ma…".
...è il momento dei saluti, Stevan abbassa lo sguardo, ha gli occhi lucidi e prima di partire per l'aeroporto (è già in volo per l'Inghilterra ndc) conclude: “Ho passato anni bellissimi con la maglia viola. Sono arrivato che ero un ragazzino, me ne vado via uomo e calciatore. Grazie a tutti. Porterò per sempre Firenze nel mio cuore, ma soprattutto i tifosi della Fiorentina che mi hanno voluto un gran bene”.
Dall’arrivo in gran segreto nell’aprile 2008 fino all’addio in data 18 luglio 2013, Stevan Jovetic ha vissuto e fatto vivere grandi emozioni in questi cinque anni. Gli esordi, i primi gol importanti, le grandi notti di Champions League con Liverpool e Bayern, fino ad arrivare a realizzare 40 reti con la maglia viola. Ma anche un gravissimo infortunio al ginocchio e l’ormai famosa intervista di inizio giugno, dove annunciava l’intenzione di andarsene e le sue simpatie per la Juventus, parole che gli sono costate carissimo e che hanno deteriorato il suo rapporto con la società e con la piazza. Riviviamo tutto in questo speciale, targato Fiorentinanews.com, in cui ci sono anche immagini ormai rare…
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Jovetic saluta i tifosi viola: “Adesso sono un po’ arrabbiati è normale, ma io non ho mai detto nulla di male né contro di loro, né contro la Fiorentina. E ci mancherebbe altro. Però cercate di capirmi, sono ancora giovane, so di aver dato tutto con questa maglia, avevo voglia di cambiare aria. E’ una cosa lecita, no?”
Stevan ma quando nomina la Juventus questa città impazzisce.....“Sono felicissimo di andar al City, credetemi. Non fatemi aggiungere altro. Vi chiedo solo di rileggere tutta l’intervista che ho rilasciato alla Gazzetta, non di fermarvi al titolo”.
Il City perché? “Perché è una squadra importantissima, si gioca la Premier. Ho proprio voglia di vincere qualcosa. E poi troverò il mio grande amico Nastasic”.
Che Fiorentina lascia? “Una squadra pazzesca. Sono contento. Sappiate che io resterò sempre legato ai colori viola e ne resterò un tifoso, ci mancherebbe. Lo scudetto? Magari”.
Mario Gomez? “Non l’ho incontrato, ma è davvero fortissimo. Giocare in coppia con lui sarebbe stato bellissimo, ma…".
...è il momento dei saluti, Stevan abbassa lo sguardo, ha gli occhi lucidi e prima di partire per l'aeroporto (è già in volo per l'Inghilterra ndc) conclude: “Ho passato anni bellissimi con la maglia viola. Sono arrivato che ero un ragazzino, me ne vado via uomo e calciatore. Grazie a tutti. Porterò per sempre Firenze nel mio cuore, ma soprattutto i tifosi della Fiorentina che mi hanno voluto un gran bene”.
Speciale Jovetic, dall’arrivo in segreto, all’addio. Cinque anni in viola di un grande giocatore
Stefano Del Corona
E’ impossibile entrare nella testa delle persone, già fatichiamo a capire i nostri figli e chi ci sta vicino, figuriamoci un ventitreenne ricchissimo che guadagna milioni di euro tirando calci ad un pallone.
Per questo ho rinunciato da tempo a capire i perché del comportamento assurdo di Jovetic, che oggi se ne dovrebbe andare e che lascia dietro alla sua partenza solo indifferenza.
Ho pensato che forse tutto si era spezzato col suo infortunio e la conseguente mancanza di fiducia nella Fiorentina, che pare avesse sottovalutato certi sintomi, ma poi lui ha firmato un contratto fino al 2016, però forse l’ha fatto perché in quei giorni aveva paura di non tornare più quello che avevamo ammirato contro il Liverpool e Bayern.
Effettivamente quello lì non è mai tornato in modo continuativo, ma non è questo il punto.
Il punto è che è stato lui a divorziare misteriosamente da noi, a farci capire che eravamo troppo poo per i suoi sogni.
Lo ha fatto in modo subdolo, con le faccine e i mal di pancia, fino ad arrivare a quel capolavoro di ingratitudine che è stata la famosa intervista alla Gazzetta.
Insomma, ci ha usurato e rotto le scatole e poiché da qui sono partiti Baggio (che vale 3 Jovetic) e Batistuta e abbiamo perfino visto smettere di giocare Antognoni, figuriamoci se oggi ci deprimiamo.
David Guetta
Per questo ho rinunciato da tempo a capire i perché del comportamento assurdo di Jovetic, che oggi se ne dovrebbe andare e che lascia dietro alla sua partenza solo indifferenza.
Ho pensato che forse tutto si era spezzato col suo infortunio e la conseguente mancanza di fiducia nella Fiorentina, che pare avesse sottovalutato certi sintomi, ma poi lui ha firmato un contratto fino al 2016, però forse l’ha fatto perché in quei giorni aveva paura di non tornare più quello che avevamo ammirato contro il Liverpool e Bayern.
Effettivamente quello lì non è mai tornato in modo continuativo, ma non è questo il punto.
Il punto è che è stato lui a divorziare misteriosamente da noi, a farci capire che eravamo troppo poo per i suoi sogni.
Lo ha fatto in modo subdolo, con le faccine e i mal di pancia, fino ad arrivare a quel capolavoro di ingratitudine che è stata la famosa intervista alla Gazzetta.
Insomma, ci ha usurato e rotto le scatole e poiché da qui sono partiti Baggio (che vale 3 Jovetic) e Batistuta e abbiamo perfino visto smettere di giocare Antognoni, figuriamoci se oggi ci deprimiamo.
David Guetta
Manchester City: le prime foto di Stevan Jovetic
Primi scatti con la maglia (numero 35) dei Citizens per l'ex attaccante della Fiorentina
Macia e i progetti spagnoli: la Fiorentina vuole una struttura gioiello
Su La Nazione si può leggere un articolo dedicato al progetto del nuovo stadio, del quale noi di Tutto-Viola avevamo trattato ieri sulla nostra pagina di Facebook postando le foto di due possibili modelli come l'impianto degli inglesi del Bolton e degli spagnoli del Real Oviedo. Di seguito il pezzo:
"Lunedì pomeriggio, nel bel mezzo dell’euforia viola perché SuperMarioGomez toccava per la prima volta l’erba del ’Franchi’, il direttore tecnico Eduardo Macia, girava tra gli spogliatoi e la sede viola con una cartellina sotto braccio. Aveva le foto e le schede con le caratteristiche urbanistiche di una serie di stadi spagnoli. Nuovi, nuovissimi. Progetti in divenire o piani già approvati. Gioielli per accoglienza e piacevolezza. Belli da vedere e ottimi per vivere la partita e attendere la sfida della propria squadra tra negozi, ristoranti, musei tematici. E’ questa l’ultima testimonianza di quanto la Fiorentina sogni e voglia avere un nuovo stadio. I miglioramenti del Franchi? Utili, ma un impianto moderno e di proprietà è tutta un’altra cosa. E si sposerebbe alla perfezione con il progetto di ripartenza varato dalla famiglia Della Valle dall’anno scorso quando la rifondazione viola ha iniziato a dare i suoi frutti. Ora è arrivato Gomez e l’euforia è contagiosa. Lo stadio nuovo, è innegabile, fa parte del progetto Fiorentina. E qui si inizia a dover dare concretezza alle idee e desideri partendo dal fatto che i rapporti tra sindaco Renzi e famiglia Della Valle sono buonissimi e che l’amministrazione comunale ha varato un percorso ben preciso (project financing) con passaggi formali. Palazzo Vecchio ha dato formalmente la disponibilità urbanistica ad accettare proposte. Palazzo Vecchio prevede il nuovo stadio alla Mercafir. La Fiorentina non ha detto no, ma vorrebbe attuare un piano in cui c’è anche l’area Mercafir, ma non solo. E lo sguardo si volge a qualche centinaio di metri dall’attuale mercato ortofrutticolo (che verrà riqualificato solo se si fa lo stadio nuovo): l’area di Castello (dissequestrata dopo il processo di primo grado e di proprietà Unipol). E’ per ciò che il progetto stadio è in stand by. Fermo, ma non immobile. Perché c’è la disponibilità, sempre più forte a chiudere. Palazzo Vecchio splanca le porte ai Della Valle, la famiglia del patron e del presidente onorario, è intenzionata a dare alla città uno stadio gioiello, ma che possa al tempo stesso coprire i costi e rendere. Renzi e i Della Valle si sono visti più volte anche dopo la partita in casa contro il Milan. Il piano attuale prevede uno stadio da 40 mila posti, 18 mila metri quadri di commerciale di media distribuzione, con 8 mila di uffici e direzionale, 4 mila di turistico-alberghiero. Con la la possibilità di utilizzare gli spazi interni allo stadio per merchandising, ristoranti e altre attività. Si tratta, secondo Palazzo Vecchio, di un investimento stimato in circa 200 milioni con tremila posti di lavoro diretti e indiretti. Proprio per coprire gli investimenti, in attesa di sviluppi, ci sarebbe un socio orientale (giapponese?) dei Della Valle che potrebbe entrare in società con loro per la costruzione e la gestione del nuovo stadio. Sarebbe prevista nell’area commerciale anche una «Strada della Moda» con grandi griffe che richiameranno a Novoli non solo gli appassionati viola. Turisti che sbarcheranno nel vicino aeroporto che un giorno, non troppo lontano, avrà anche la nuova pista. E’ sui metri quadri extra stadio che si sono accesi i riflettori dei tecnici della famiglia Della Valle: possono garantire un ritorno di utili tali da ammortizzare l’investimento e dare una mano anche alla società viola? E se lo stadio si realizzasse in area Mercafir e l’area Castello diventasse, nell’ambito del medesimo progetto, area ricettiva e commerciale con la possibilità di moltiplicare le volumetrie con un parco a tema legato al calcio? Non è un’ipotesi da scartare a priori anche se, in tal caso, entrano in campo altre dinamiche di mercato (con Unipol appunto). Inoltre c’è da tenere presente che una spinta alla realizzazione del nuovo impianto potrebbe venire dalla nuova legge sugli stadi che, dopo polemiche e rinvii, potrebbe essere al rush finale in Parlamento. Sognare si può, ci hanno insegnato i Della Valle. E adesso non è più utopia."
Luigi Caroppo, La Nazione
"Lunedì pomeriggio, nel bel mezzo dell’euforia viola perché SuperMarioGomez toccava per la prima volta l’erba del ’Franchi’, il direttore tecnico Eduardo Macia, girava tra gli spogliatoi e la sede viola con una cartellina sotto braccio. Aveva le foto e le schede con le caratteristiche urbanistiche di una serie di stadi spagnoli. Nuovi, nuovissimi. Progetti in divenire o piani già approvati. Gioielli per accoglienza e piacevolezza. Belli da vedere e ottimi per vivere la partita e attendere la sfida della propria squadra tra negozi, ristoranti, musei tematici. E’ questa l’ultima testimonianza di quanto la Fiorentina sogni e voglia avere un nuovo stadio. I miglioramenti del Franchi? Utili, ma un impianto moderno e di proprietà è tutta un’altra cosa. E si sposerebbe alla perfezione con il progetto di ripartenza varato dalla famiglia Della Valle dall’anno scorso quando la rifondazione viola ha iniziato a dare i suoi frutti. Ora è arrivato Gomez e l’euforia è contagiosa. Lo stadio nuovo, è innegabile, fa parte del progetto Fiorentina. E qui si inizia a dover dare concretezza alle idee e desideri partendo dal fatto che i rapporti tra sindaco Renzi e famiglia Della Valle sono buonissimi e che l’amministrazione comunale ha varato un percorso ben preciso (project financing) con passaggi formali. Palazzo Vecchio ha dato formalmente la disponibilità urbanistica ad accettare proposte. Palazzo Vecchio prevede il nuovo stadio alla Mercafir. La Fiorentina non ha detto no, ma vorrebbe attuare un piano in cui c’è anche l’area Mercafir, ma non solo. E lo sguardo si volge a qualche centinaio di metri dall’attuale mercato ortofrutticolo (che verrà riqualificato solo se si fa lo stadio nuovo): l’area di Castello (dissequestrata dopo il processo di primo grado e di proprietà Unipol). E’ per ciò che il progetto stadio è in stand by. Fermo, ma non immobile. Perché c’è la disponibilità, sempre più forte a chiudere. Palazzo Vecchio splanca le porte ai Della Valle, la famiglia del patron e del presidente onorario, è intenzionata a dare alla città uno stadio gioiello, ma che possa al tempo stesso coprire i costi e rendere. Renzi e i Della Valle si sono visti più volte anche dopo la partita in casa contro il Milan. Il piano attuale prevede uno stadio da 40 mila posti, 18 mila metri quadri di commerciale di media distribuzione, con 8 mila di uffici e direzionale, 4 mila di turistico-alberghiero. Con la la possibilità di utilizzare gli spazi interni allo stadio per merchandising, ristoranti e altre attività. Si tratta, secondo Palazzo Vecchio, di un investimento stimato in circa 200 milioni con tremila posti di lavoro diretti e indiretti. Proprio per coprire gli investimenti, in attesa di sviluppi, ci sarebbe un socio orientale (giapponese?) dei Della Valle che potrebbe entrare in società con loro per la costruzione e la gestione del nuovo stadio. Sarebbe prevista nell’area commerciale anche una «Strada della Moda» con grandi griffe che richiameranno a Novoli non solo gli appassionati viola. Turisti che sbarcheranno nel vicino aeroporto che un giorno, non troppo lontano, avrà anche la nuova pista. E’ sui metri quadri extra stadio che si sono accesi i riflettori dei tecnici della famiglia Della Valle: possono garantire un ritorno di utili tali da ammortizzare l’investimento e dare una mano anche alla società viola? E se lo stadio si realizzasse in area Mercafir e l’area Castello diventasse, nell’ambito del medesimo progetto, area ricettiva e commerciale con la possibilità di moltiplicare le volumetrie con un parco a tema legato al calcio? Non è un’ipotesi da scartare a priori anche se, in tal caso, entrano in campo altre dinamiche di mercato (con Unipol appunto). Inoltre c’è da tenere presente che una spinta alla realizzazione del nuovo impianto potrebbe venire dalla nuova legge sugli stadi che, dopo polemiche e rinvii, potrebbe essere al rush finale in Parlamento. Sognare si può, ci hanno insegnato i Della Valle. E adesso non è più utopia."
Luigi Caroppo, La Nazione
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