Written By Unknown on Tuesday, July 23, 2013 | 1:32 AM
Salerno/ Ammazza la madre facendola a pezzi con una sega
Orrore a Salerno: un uomo di 45 anni ha ammazzato la madre tagliandola a pezzi con una sega. Il macabro omicidio e' avvenuto in serata in un parco di via Martuscelli, nel quartiere Torrione. Sul posto gli agenti delle Volanti e della Squadra Mobile oltre a un'ambulanza del 118; dai primi accertamenti sembra che il figlio 45enne soffra di problemi mentali. L'uomo, Lino Renzi, 45 anni, ha anche provato a cucinare il corpo della madre, Maria Pia Guariglia, 70 anni, dopo averlo tagliato a pezzi. Secondo le indagini dei poliziotti della squadra Mobile, coordinati dal vice questore Claudio De Salvo, Renzi soffriva di problemi psichici ed e' stato trovato nudo sul letto dell'appartamento dove viveva insieme alla madre. I poliziotti sono intervenuti su segnalazione dei vigili del fuoco, allertati dai vicini del parco insospettiti da un odore di gas. Secondo i primi accertamenti, il 45enne stava per cucinare il corpo della madre sul fuoco con una griglia. Alcuni brandelli del corpo dell'anziana sono stati rivenuti in cucina e nel bagno della casa. Sara' solo l'autopsia del medico legale a chiarire il macabro fatto. Tra gli investigatori prende corpo l'ipotesi che l'anziana madre sia morta per cause naturali prima di essere mutilata e cucinata dal figlio. Dalle indagini dei poliziotti della Mobile risulta che l'uomo fosse in cura presso il centro di igiene mentale del capoluogo; trovato nudo sul letto dell'abitazione in stato confusionale viveva da anni con la madre. Il cadavere della donna smembrato e' stato rinvenuto nel bagno; brandelli del corpo stavano per essere cucinati sul fuoco con una griglia.
Tre donne uccise e avvolte nella plastica. Cleveland, incubo serial killer
Il ritrovamento dei cadaveri
Un uomo di 35 anni, pregiudicato per reati sessuali, e' stato arrestato dalla polizia ed è sospettato di essere responsabile della morte di tre donne, i cui corpi, in avanzato stato di decomposizione, sono stati ritrovati tra venerdi' e sabato a Cleveland, in Ohio, imballati in sacchi della spazzatura. Secondo la Cnn, l'uomo, identificato come Michael Madison, e' stato condannato per tentato stupro nel 2001 e' stato arrestato al termine di un breve assedio della polizia. Così Cleveland ripiomba nella paura del serial killer, a quattro anni di distanza dal ritrovamento delle undici vittime attribuite a Anthony Sowell, detto lo strangolatore. L'ex marine americano, congedato con onore nel 1985, fu arrestato nel 2009. Il timore è che qualcun altro possa mettersi a emulare Sowell e Madison. Solo poche settimane fa, sempre a Cleveland, era emersa un'altra storia raccapricciante. Quella delle donne segregate in casa per 10 anni da Ariel Castro. Dieci anni di violenze e abusi di tutti i tipi, una di loro ha anche avuto una figlia con il loro aguzzino.
Non siamo nella Transilvania di Dracula, ma in Polonia. La scoperta di un gruppo di archeologi polacchi fa discutere: è stata infatti rinvenuta una tomba che si pensa possa appartenere a dei "vampiri". Ben 7 gli scheletri rinvenuti. Ma cosa ha spinto gli studiosi a fare quest'ipotesi? A colpire gli archeologici sono state le teste decapitate, posizionate tra le gambe. Chi ha ucciso i presunti vampiri si è così assicurato che fossero davvero morti...
Oggi, martedì 23, il rovente anticiclone Nord africano si affaccerà sulla Sardegna e sulla Sicilia per poi propagarsi a tutta l’Italia tra domani, mercoledì 24, e dopodomani, giovedì 25.
Ma, secondo il centro www.meteogiuliacci.it la calura più intensa si avvertirà tra il 27 e il 31luglio quando verranno superati i 33 gradi sul 40-50% dell’Italia. Anzi su molte regioni - come il Tentino, il Veneto (tranne le coste), l’Emilia, la Romagna, l’Est della Lombardia, tutte le regioni centrali tranne le coste, La Puglia, le zone interne della Campania, e la Sardegna – il termometro farà registrare valori diffusi di 37-38 gradi, con qualche punta locale di 39-40 gradi. Se poi si tiene conto del surplus di calore avvertito dall’organismo per effetto dell’umidità dell’aria, saranno molte le località ove la “temperatura percepita” supererà i 40 gradi. Le regioni di nordovest invece saranno quelle più risparmiate dall’anticiclone africano perché qui le temperature massime probabilmente non si spingeranno oltre i 35 gradi. La fine dell’ondata di caldo è prevista intorno al 2 di agosto.Caldo killer in Gran Bretagna, temperature così non si vedevano da anni. Nei primi nove giorni di gran caldo in Gran Bretagna si contano tra 540 e 760 vittime per complicazioni causate dalle alte temperature oltre i 30 gradi. Lo rivela uno studio della London School of Hygiene and Tropical Medicine commissionato dal Times. In particolare sono a rischio chi soffre di patologie respiratorie o cardiache. L'allerta è alta anche per bambini e anziani, o per chi soffre di Alzheimer, malattia che riduce la capacità di cambiare e adattare comportamenti e abitudini. L'allerta per il caldo è a "livello tre" nella gran parte del Paese e si prevede che la temperature rimarranno alte anche nei prossimi giorni. Le ondate di caldo superano in pericolosita' le piu' gelide notti invernali: a New York, sulla base di proiezioni del cambiamento climatico dei prossimi 50 anni, l'aumento dei decessi legati all'estremo calore estivo supereranno quelli dovuti al freddo. Uno studio realizzato da un gruppo di ricercatori dell'Universtia' Columbia e pubblicato su Nature Climate Change mette in luce l'importanza della gestione dei servizi sanitari in risposta ai cambiamenti climatici. L'aumento delle temperature non rappresenta semplicemente un fenomeno climatico i cui effetti riguardano solo la distribuzione di piante o animali ma ha anche conseguenze sulla salute umana. Nel 2003, l'ondata di gran caldo che colpi' l'Europa provoco' un netto aumento del tasso di mortalita': nei primi 10 giorni di agosto, in cui si raggiunsero i picchi massimi, nella sola Francia si registrarono almeno 10.000 decessi in piu' rispetto alla media del periodo. In compenso pero', l'aumento delle temperature nelle aree urbane puo' portare alla riduzione della mortalita' legata al freddo. I VIP? SONO GIà TUTTI AL MARE
Italiani in bolletta e vip in vacanza. L'estate 2013 entra nella sua fase bollente con i personaggi noti della politica e dello spettacolo paparazzati sulle spiagge di tutta Italia. Nel frattempo gli abitanti della Penisola possono solo ammirare sulle copertine dei giornali scandalistici cosa fanno i loro rappresentati e i loro miti della tv, magari costretti a restare a casa per tirare la cinghia. Eppure la crisi non sembra preoccupare personaggi del calibro di Beppe Grillo, Luca Zaia e Romano Prodi, tutti beccati già in costume con le famiglie al seguito, pronti a farsi paparazzare in versione estiva mentre fanno il bagno o prendono il sole. La stagione più "cafonal" per i vip è già iniziata e le coste italiane si popolano dei volti noti o aspiranti tali, ma soprattutto delle showgirls e dei loro bikini mozzafiato: prima fra tutte miss Briatore, anche conosciuta come Elisabetta Gregoraci, avvistata a Porto Rotondo con il marito sullo yacht "Force Blue". Ma come sopravvivere alla bella stagione senza cadere nelle trappole "cafone" seguendo l'esempio dei vip?
Ecco poche semplici regole...
- Cambiarsi il costume lontano da occhi indiscreti - Non seguite gli esempi "scostumati" di Caterina Balivo o Neffa: se avete finito da un pezzo le elementari è vietatissimo il cambio del costume en plain air, meglio usare la più discreta cabina. Anche quando vi tuffate, evitate di fare come il principe Pierre Casiraghi e fate in modo che movimenti troppo atletici non vi separino dalla stoffa che dovrebbe coprirvi. Se proprio desiderate il nudo integrale prendete una barca, e andate molto a largo.
- Non lamentarsi della crisi - Se siete in vacanza, anche se solo per pochi giorni, dovete ritenervi fortunati. Resistete quindi all'impulso di parlare delle disgrazie finanziarie nazionali e mondiali con la stessa frequenza con cui gli inglesi discorrono del tempo metereologico: c'è chi sta peggio di voi.
- "Incremarsi" in privato - Onde evitare scene poco eleganti, il bon ton da spiaggia prevede una regola che in pochi conoscono: la crema solare si mette a casa.
- Meno loghi - Che sia Vuitton o Gucci non importa: sfoggiare troppi brand costosi in spiaggia non è chic. Le cose belle non hanno bisogno di farsi notare e quando si tratta di marchi famosi, c'è sempre il rischio che si tratti di un falso. Meglio allora non insinuare il dubbio in chi vi guarda e non ostentare.
- Tenere pulita la zona ombrellone - Sfidate la pigrizia e cercate un cestino: non c'è niente di più elegante che lasciare un luogo esattamente come lo si è trovato e magari anche meglio. Qualora qualche cafonal sia passato prima di voi abbia lasciato dei rifiuti dove non dovrebbero esserci, siate superiori e rimediate: anche se nessuno immortalerà il vostro gesto, l'esempio è la più elevata forma di lezione.
- Niente gioielli - Non siete l'icona allestita per la processione del venerdì, quindi non cercate di sembrarlo. La sabbia e le onde del mare sono acerrime nemiche di ogni braccialetto e collanina: se non per morigeratezza, fatelo per il concreto rischio di perderli e non indossate alcun gioello che non sia il vostro sorriso.
- Non correre - Che lo si faccia in acqua o tra gli ombrelloni, poco cambia: sfrecciare ad alta velocità tra i bagnanti è sicuramente da cafonal oltre che inutile. Il mare lo si può raggiungere anche senza alzare quintali di sabbia sugli sfortunati compagni di spiaggia e la corsa sulle moto ad acqua non diventa più divertente se passate vicino a coloro che stanno facendo il bagno. Meglio lasciare a casa la fretta e rispettare la tranquillità altrui.
- Niente foto ai vip - A meno che non siate un paparazzo o un giornalista, potete conservare lo spazio sulla memory card della vostra macchina fotografica per immortalare amici e parenti. Fotografare le imbarcazioni o le auto di lusso dei vip che vi capitano a tiro, magari mentre decine di persone hanno avuto la vostra stessa brillante idea, non vi farà diventare ricchi e non vi darà nemmeno un grande argomento con cui impressionare le vostre conquiste estive.
- Contenere la passione - L'estate risveglia i bollenti spiriti ma, anche se col vostro partner va tutto a meraviglia, non è necessario che lo sappia tutta la spiaggia. Dopotutto la stanza d'albergo o la casa che avete affittato servono proprio per quello: riparare la vostra passione da occhi indiscreti.
- Occhiali solo in caso di sole - Se non c'è il considerevole rischio che qualche fotoreporter si sia nascosto dietro un cespuglio per immortalare da vicino le vostre occhiaie, non serve che portiate gli occhiali da sole anche di notte. L'etimologia del termine non è casuale e coloro che sfidano la regola potrebbero fare la figura degli aspiranti vip...mancati.
Otto miliardi di entrate per lo Stato. Un volume d'affari più che raddoppiato nel giro di cinque anni. Ma anche tante persone che ne sono diventate malate. Il settore del gioco in Italia è uno dei pochi che non conosce crisi. Ma tiene banco la questione ludopatia: "Svago e divertimento non dovrebbero mai diventare malattia o dipendenza", afferma Massimo Passamonti, presidente di Confindustria Sistema Gioco, inrervistato da Affaritaliani.it: "Il tema del contrasto è di pertinenza dello Stato ma noi siamo in prima linea. Serve un testo unico che riordini il settore". Su mafia e illegalità: "Abbiamo fatto emergere un sistema fino ad allora clandestino garantendo incassi legali e autorizzati. Il gioco per gli italiani dovrebbe essere solo un momento ludico
Lorenzo Lamperti
Quattro miliardi di entrate per lo Stato. Un volume d'affari più che raddoppiato nel giro di cinque anni. Ma anche tante persone che ne sono diventate malate. Il settore del gioco in Italia è uno dei pochi che non conosce crisi. E tiene banco la questione ludopatia: "Svago e divertimento non dovrebbero mai diventare malattia o dipendenza", afferma Massimo Passamonti, presidente di Confindustria Sistema Gioco, inrervistato da Affaritaliani.it: "Il tema del contrasto è di pertinenza dello Stato ma noi siamo in prima linea. Auspichiamo la formulazione di un testo unico che riordini il settore". Su mafia e illegalità: "Abbiamo fatto emergere un sistema fino ad allora clandestino garantendo incassi legali e autorizzati. Il gioco per gli italiani dovrebbe essere solo un momento ludico".
Si sentono sempre più spesso storie di cronaca di persone rovinate dal gioco. Il gioco è una malattia o è solo un fattore contingente? Il gioco, in quanto tale, è svago e divertimento, non dovrebbe mai diventare malattia, tantomeno dipendenza. Gli operatori del gioco legale, riuniti in Confindustria-Sistema Gioco Italia (SGI), non intendono sottovalutare il tema, che resta però di competenza degli specialisti, e da tempo si stanno impegnando per supportare con proposte e azioni concrete il legislatore. Va però anche detto che sull’argomento dipendenze da gioco oggi circolano numeri e cifre che non hanno alcun fondamento scientifico: attendiamo quindi lo studio condotto con il contributo scientifico del Dipartimento contro le dipendenze della presidenza del Consiglio che rappresenterà la prima analisi corretta e approfondita del fenomeno. Le valutazioni e le azioni partiranno da lì.
Sistema Gioco Italia come pensa di contrastare la ludopatia?
Fermo restando che il tema del contrasto resta di pertinenza dello Stato, così come per tutto quanto concerne la sfera della salute, vorrei ricordare come proprio noi di Confindustria-Sistema Gioco Italia, prima ancora dei provvedimenti del decreto Balduzzi, ci siamo imposti regole vincolanti su modalità e contenuti della pubblicità, oltre ad aver attivato servizi a supporto dei giocatori problematici e dei loro familiari. E’ un aspetto che ci sta particolarmente a cuore non solo come imprenditori, ma anche come soggetti socialmente responsabili. Pochi giorni fa, inoltre, gli operatori di Sistema Gioco Italia hanno presentato alle Autorità una proposta di revisione della distribuzione e della quantità dell’offerta di gioco in Italia.
LUDOPATIA, LE MISURE DI SISAL Quali sono le iniziative di Sisal per combattere la ludopatia? Lo ha recentemente spiegato il presidente di Sisal, Augusto Fantozzi, in occasione della presentazione del bilancio sociale 2012. "Noi abbiamo sicuramente delle iniziative concrete, delle regole, abbiamo uno sportello, un telefono di sostegno, di attenzione che risolva e che ascolti coloro che hanno questi problemi e soprattutto siamo disponibili anche a sostenere economicamente la lotta alla ludopatia. Naturalmente è un problema generale, come tutte le malattie, a cui deve provvedere lo Stato, noi facciamo sicuramente e ampiamente la nostra parte, lo Stato deve fare la sua". Sisal è l'azienda che nel nostro Paese ha dato vita al mercato moderno dei giochi a pronostico con il lancio nel 1946 della "schedina Sisal", poi divenuta Totocalcio. Da oltre 65 anni gestisce i giochi pubblici affidati in concessione allo Stato. Tra il 2007 e il 2012 ha visto aumentare più del doppio il proprio volume di affari, passato da 5 milioni e 851 mila a 13 milioni e 781 mila euro. Il numero dei dipendenti è raddoppiato: dai 775 del 2007 ai 1575 del 2012. Nel 2012 lo Stato, trattenendo sulla spesa finale al netto delle vincite restituite il 47,3% ("una tassazione seconda solo al comparto delle accise sulla benzina", dicono ai Monopoli) nel 2012 ha incassato in totale 8 miliardi e 100 milioni di euro.
Pensa che la politica stia facendo o abbia fatto abbastanza per contrastare la ludopatia? Il nuovo governo ha dato segnali di interesse e volontà di affrontare concretamente il complesso mondo del gaming. Auspichiamo si arrivi alla formulazione di un testo unico che, alla stregua di altri comparti di business, riordini e metta a sistema le diverse normative del settore che si sono stratificate nel corso degli anni spesso con sovrapposizioni che ne rendono difficile l'applicazione. Puntiamo ad arrivare a soluzioni concrete che salvaguardino i consumatori insieme al presidio dell'offerta di gioco legale e delle entrate erariali.
Il rischio derivante da illegalità e compulsività del gioco viene comunicato in maniera adeguata?
Uno dei problemi che hanno gli operatori sta nel riuscire a farsi percepire come “legali ed autorizzati” e di conseguenza “sicuri”. Purtroppo si tende a fare di tutt’un’erba un fascio. E’ bene ricordare come gli operatori autorizzati dallo Stato siano l’unica garanzia per un’offerta di gioco trasparente e controllata, con norme stringenti a tutela dei minori e delle fasce sociali più deboli. Solo attraverso gli operatori “concessionari” viene promossa una comunicazione all’utente rispettosa delle norme previste dal legislatore con garanzia di responsabilità. Illegalità e mancanza di attenzione al consumatore rappresentano un binomio inscindibile. Si può certamente fare ancora molto per migliorare, ma è bene dire anche che molto è stato fatto e si sta facendo.
Che cosa rappresenta il gioco per gli italiani? Una speranza, una scommessa, un'illusione?
Il gioco fa parte della cultura italiana e certamente alcuni giochi sono ormai radicati nelle tradizioni popolari, il lotto sicuramente è tra questi. Il gioco rappresenta un momento di libertà che come tale deve restare nei canoni della responsabilità e della consapevolezza delle persone. Vorremmo che rappresentasse il momento ludico degli italiani, un contesto epurato dagli operatori illegali e quindi pienamente sicuro e controllato.
La mafia investe anche sul gioco. Come si può contrastare questo fenomeno?
Vorrei ricordare un dato: nel 2002, secondo fonti della commissione finanze del Senato e della Guardia di Finanza, erano stimati in Italia circa 800 mila apparecchi "videopoker"clandestini (che come tali oggi non esistono più) con un fatturato di venti miliardi. Un giro di affari interamente gestito dalle varie mafie. Oggi ci sono sul nostro territorio circa 400 mila apparecchi da intrattenimento (le cosiddette slot machines), controllate e collegate in rete che generano circa 4 miliardi di entrate per lo Stato. Rivendichiamo con orgoglio come dal 2004 a oggi anche attraverso il nostro operato è stato possibile far emergere un settore fino ad allora clandestino, illegale e in larga parte in mano alla criminalità. Come operatori siamo consapevoli che non bisogna fermarsi. Attraverso il continuo lavoro in collaborazione con Agenzie Dogane e Monopoli oltre che con le forze dell’ordine è possibile continuare l’opera di contrasto del gioco clandestino. Noi saremo sempre in prima linea.
Esiste un gioco "buono" e uno "cattivo"?
Come in tutte le cose anche nel gioco il tema principe è la misura a cui però si deve accompagnare il controllo di qualità e l’origine delle “materie prime”. Recentemente nelle Marche hanno smantellato un sistema di bische clandestine, e l’azione delle Forze dell’Ordine è fondamentale per garantire la legalità, ma ogni giorno assistiamo purtroppo alla "comparsa" di centri di scommesse non autorizzati nei quali sono accettate puntate sottratte al monitoraggio istituzionale, rischiando anche di alterare il corso degli eventi sportivi. Questo non sarà mai "gioco buono", perché in esso manca qualsiasi principio di controllo, tutela dell'utenza e di salvaguardia degli interessi pubblici.
il servizio è di Affaritaliani ---
Missouri: donna riottiene 6,1 milioni di dollari dimenticati
Vincenzo Avagnale Le vacanze di Natale per una donna, il cui nome non è stato reso noto per ovvi motivi, passeranno decisamente più liete visto che il governo le ha fatto scoprire che possedeva ben 6,1 milioni di dollari! Si, è vero che l’America è il paese delle opportunità, ma non si tratta di una donazione dello stato, ma solo di soldi che effettivamente le appartenevano, ma che aveva perso di vista e non sapeva più di avere. Lo stato del Missouri sta rastrellando fondi, per cui, come fa ogni stato in questi momenti di difficoltà economica, ha deciso di attingere ai cosiddetti fondi dormienti. Un’operazione simile è stata fatta anche in Italia, che due anni fa avvisò chiunque non facesse operazioni di sorta su un conto da un certo periodo in poi in cui era depositato del denaro, rischiava di perderlo definitivamente in quanto l’avrebbe preso lo stato.
In Missouri l’operazione è ancora più radicale e riguarda perfino le cassette di sicurezza rimaste intoccate per oltre 20 anni. Secondo il tesoriere dello stato americano, sarebbe possibile recuperare ben 600 milioni di dollari da beni non reclamati, la maggior parte dei quali in denaro sui conti bancari, ma anche da cassette di sicurezza, azioni ed obbligazioni.
Ovviamente per fare questo prelievo legalmente (sarebbe altrimenti un furto statale) è necessario avvertire i legittimi proprietari, i quali avranno un certo tempo per effettuare le operazioni necessarie ad evitare il sequestro. “Il caso di questa fortunata signora,” ha spiegato un funzionario della tesoreria del Missouri, “ è particolarmente emblematico, in quanto avendo ereditato una notevole cifra, non ne era neanche venuta a conoscenza.”
Degli altri dettagli relativi alla vicenda non è dato sapere per le norme sulla privacy, ma il tesoriere Clint Zweifel ha rivelato che per la signora e relativa famiglia è stato un prezioso dono di Natale, non solo per la cifra in sé, ma anche per la precarietà economica in cui si trovava.
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Nutella, risarcimento milionario per pubblicità ingannevole
La battaglia legale è iniziata nel 2011 da parte di una mamma di San Diego, a cui si sono aggiunti altri genitori trasformando la causa in due class action.
Pubblicità ingannevole per la Nutella, la celebre crema di nocciola spalmabile amatissima da milioni di persone in tutto il mondo. Tuttavia, la Ferrero dovrà pagare una salatissima multa da oltre 3 milioni di dollari. La filiale americana della nota azienda italiana ha infatti raggiunto un accordo dopo che alcuni consumatori sia della California che di altre zone degli USA hanno intentato due class action, volte a sostenere che gli effetti della Nutella non sono affatto benefici e salutari come sostengono invece le diverse campagne pubblicitarie. Ragione per la quale la Ferrero pagherà 4 dollari per ogni barattolo di Nutella acquistato tra il 2009 e il 2012. La Ferrero ha fatto sapere che:
La Ferrero Usa Inc. continua a sostenere il suo prodotto e s’impegna a migliorarne la qualità in moda da ottenere la soddisfazione dei consumatori. Crediamo che è nell’interesse della compagnia risolvere queste controversie e perciò abbiamo raggiunto un accordo con le parti interessate. L’accordo transattivo raggiunto da Ferrero negli Stati Uniti è relativo al solo contenzioso nato dalla pubblicità trasmessa negli Stati Uniti e alla conformità di quest’ultima alle esigenze della legislazione americana. Non vi è nessun tipo di necessità di correggere da parte dell’azienda i suoi comportamenti commerciali e pubblicitari negli altri paesi, nè intervenendo sulla confezione del prodotto, nè sul posizionamento di marketing. L’utilizzo di Nutella a prima colazione con pane, latte e frutta nelle quantita’ suggerite rimane un utilizzo raccomandato da numerosi studi scientifici di alta rilevanza internazionale nel quadro di una dieta equilibrata e gustosa, che come dice la pubblicità, fa più buona la vita.
La battaglia legale è iniziata nel 2011 quando Athena Hohenberg, una mamma di San Diego iniziò a dare a sua figlia di 4 anni la Nutella, dopo aver visto la pubblicità. Tuttavia in seguito avrebbe appreso che i benefici salutari non erano tali come quelli descritti dalla campagna, anzi, la donna ha saputo che 2 cucchiai di Nutella contengono 200 calorie, composte per metà da grassi. Alla Hohember si sono poi aggiunti altri genitori che hanno trasformato la causa legale in due class action, chiedendo l’immediato ritiro dello spot e la restituzione da parte dell’azienda dei guadagni ottenuti grazie a una “campagna pubblicitaria fraudolenta”. Allora, continuate a pensare che non esisterebbe un mondo senza Nutella?
Quando vuol dire godersi la vita. Antonella Clerici lo sa fare e ci piace per questo. Immortalata nel giro di un nano secondo dai paparazzi del settimanale Chi nel momento esatto in cui stava per addentare un bel panino farcito di tutto punto. In spiaggia, su un lettino, in vacanza in Sardegna con accanto la figlioletta Maelle, anche lei alle prese col suo pranzo. E non è meglio lei, con i suoi chili in più, il fisico abbondante mostrato senza problemi, e il suo bel panino che ci fa pure venire acquolina, piuttosto che la showgirl che pesa 30 chili e che vediamo al mare intenta a mangiare la foglia di insalata? Ma che tristezza! Nel mondo già c'è crisi, e noi vogliamo più "Antonelle Clerici" che mazze di scopa rinsecchite a cui la verdura scondita è andata pure nel cervello. Brava Antonellina. E chi se ne frega se la bilancia va su e giù. In effetti la Clerici si era sottoposta a dei trattamenti benessere per rimodellare il suo fisico mediterraneo, e solo qualche tempo fa era apparsa in formissima. Adesso si è un po' riappesantita, ma lei non se ne fa alcun cruccio e si gode le meritate vacanze prima degli impegni autunnali alla conduzione de "La prova del Cuoco" e poi di "Ti lascio una canzone". Manca all'appello il compagno Eddy Martens Tra i due, dopo vari periodi di tira e molla, sembra sia tornato finalmente il sereno. Addirittura sono circolate voci di un presunto matrimonio, però smentite su Twitter dalla stessa presentatrice Tv. Anche se i conoscenti della coppia si sbottonano "profetizzando" imminenti fiori d'arancio con menù di nozze a base di tagliatelle di Nonna Pina, naturlamente!
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“Riapriamo le case chiuse e trasformiamo la prostituzione in attività imprenditoriale”
Il Sindaco di Mogliano Veneto, Giovanni Azzolini, lancia il referendum: obiettivo è raccogliere 500 mila firme così da avviare la procedura che potrebbe portare alla consultazione referendaria: "Se vince il sì sarà possibile riaprire le case chiuse, come attività imprenditoriale, ma non sarà possibile sfruttare le prostitute".
“Volete voi che sia abrogata la legge 20 febbraio 1958, n. 75, intitolata: ‘Abolizione della regolamentazione della prostituzione e lotta contro lo sfruttamento della prostituzione altrui?' “. Potrebbe essere questo il testo del referendum da porre all'attenzione degli italiani se entro il prossimo 30 settembre saranno raccolte 500 mila firme, sulla scia della proposta del sindaco del comune di Mogliano Veneto, Giovanni Azzolini. L’iniziativa prevede la modifica parziale della Legge Merlin che nel 1958 mise fine alla condizione di segregazione coatta e sfruttamento legalizzato delle prostitute nelle cosiddette “Case chiuse”.
“In particolare – ha spiegato lo stesso Azzolini – chiediamo di abrogare la parte che impedisce la riapertura delle case di tolleranza, ma non quella relativa allo sfruttamento. Se il referendum avrà successo, sarà possibile riaprire le cosiddette case chiuse, come attività imprenditoriale, ma non sarà possibile sfruttare le prostitute”. Il sesso a pagamento legale porterebbe alla creazione di un registro delle prostitute, tale da consentirne il controllo sanitario e fiscale. Lo scoglio principale consiste sicuramente nel giudizio di legittimità che spetta alla Corte Suprema di Cassazione. “Ora però – osserva Azzolini – si tratta di raccogliere le firme una missione difficile, ma non impossibile. Essendoci di mezzo agosto, dovremo allestire i gazebo anche nelle spiagge, ai concerti e nelle sagre”.
Prostituzione, proposta a Verona: si facciano le cooperative del sesso
La proposta è stata avanzata da un gruppo di cittadini di un quartiere ed ha trovato il sostegno di Pd, Pdl e Lega. Presto approderà in consiglio comunale
Come combattere la piaga della disoccupazione sulle strade? A Verona un gruppo di cittadini di un quartiere tra i più gettonati dagli utenti del “sesso a pagamento” ha pensato di avanzare una proposta: se il mestiere più antico del mondo non può essere sradicato, quantomeno può essere regolarizzato. Come? Con l'adempimento degli oneri fiscali derivanti dall’attività e periodici controlli sanitari in collaborazione con le Asl. Case chiuse? No: cooperative con licenza del sesso a pagamento, lontane dai centri abitati. La proposta verrà presto discussa in consiglio comunale.“Chiaramente il nostro è un invito: non possiamo gestire il fenomeno della prostituzione – spiega Bernato, portavoce della proposta, sostenuta da Lega, Pd e Pdl -. Questa è quindi una proposta affinché le operatrici si gestiscano, a meno che non cambi la legge a livello nazionale. La prostituzione ad oggi non è reato; l’idea è riuscire almeno a rendere reato la prostituzione per strada, in modo da obbligare chi esercita l’attività a inserirsi in cooperative. Noi, con i nostri mezzi, potremmo così garantire sicurezza e controllo”.
Locali no profit erano in realtà night club: “ballerine-prostitute” nel mirino del Fisco
La Guardia di Finanza di Treviso indaga su due circoli ufficialmente destinati alla promozione del tempo libero, ma nei quali, secondo l'accusa, si esibivano e si prostituivano alcune ragazze.
All'apparenza erano associazioni culturali “no profit” impegnate nella promozione del tempo libero, nella realtà dei fatti si trattava di locali lap dance, per i quali lavoravano in nero 109 persone, per la quasi totalità donne. Non è tutto. Secondo gli inquirenti, le ragazze che si esibivano nei club, non si limitavano a ballare ma si prostituivano. E' quanto, in sintesi, ha portato alla luce l'operazione “Last Dance” della guardia di finanza in due locali di San Fior e Villorba, nel Trevigiano. Le indagini delle Fiamme Gialle hanno fatto seguito a quelle condotte dalla polizia, poi concluse con il patteggiamento dei due titolari dei locali per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione.C'è da dire che i due sono padre e figlio, il primo 60 enne e il secondo di 30 anni, residenti in provincia di Venezia. Dalle verifiche dei finanzieri è emerso l'occultamento di un base imponibile di 1.5 milioni di euro, somma che costituirebbe gli incassi delle associazioni dal 2008 al 2011. Secondo le carte della accusa: “i due circoli o svolgevano prevalentemente attività commerciale con conseguente riqualificazione in società di fatto e perdita dei requisiti per il godimento delle agevolazioni fiscali, nonchè ripetute inadempienze alla normativa del lavoro e previdenziale” per 109 lavoratori risultati del tutto fuori norma. Per questi motivi “sono previste sanzioni amministrative fino a 500 mila euro”.
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