La Juventus blocca le trattative con i Viola…ma chi li vuole i vostri giocatori?
Mirko Fattoracci
p.s. ) se c'é una squadra antipatica da oltre l'80% dei tifosi italiani questa è la Juve detta anche Rubentus per i tanti - troppi - scudetti "rubati".se c'é uno spocchioso arrogante nel mondo dei direttori sportivi questo é il sig. Giuseppe Marotta.
AMARE FIRENZE è amare la Fiorentina,
ed amare la Fiorentina è amare Firenze,
in modo pieno e viscerale, respirarne l'aria,
sentirsi parte integrante di ogni suo cittadino,
simpatico o antipatico, nero, bianco o giallo
perché il tifo non conosce distinzione,
né di carattere, né di etnia né di ideologia.
AMARE LA FIORENTINA è stretta al cuore,
emozione, sofferenza, gioia e dolore,
patimento senza fine compensato da felicità effimere ma
meravigliose;
è neve d'inverno, freddo terribile e vento incessante
d'autunno,pioggia negli occhi primaverile,
ed è anche sole di giugno che batte
senza ombra, che sfinisce, che sfianca.
AMARE LA FIORENTINA è vederla a Sassuolo o Gualdo Tadino
e provare le stesse emozioni della Coppa Campioni,
è vederla perdere, in C2, in casa, 2 a zero col
Montevarchi, sotto la pioggia, e domandarsi cosa mai hai
fatto di terribile nella vita per meritarti tutto questo.
AMARE LA FIORENTINA
è vedere lo spareggio per tornare in serie A,
è parlare al telefono con la cuginetta di 4 anni
proprio nel momento in cui segni l' 1 a zero fuori casa
(ed è strillarle nell'orecchio, per due minuti, GOOOOOOL
incapace di mollare la cornetta, ed è anche, di
conseguenza,consolare la tua cuginetta in lacrime perché si
è presa paura);
AMARE LA FIORENTINA è farsi 300 chilometri di autostrada
per tornare a Firenze a vedere la gara di ritorno,
è abbracciare tuo padre a fine partita e, con le lacrime
agli occhi, pensare che vi dividono tanti anni e tante
esperienze ma che,oltre all'amore che provate l'uno per
l'altro,comunque avrete sempre questa immensa passione ad
unirvi.
AMARE LA FIORENTINA è andare allo
stadio il giorno di una finale di coppa Italia,
con l'altro amore della tua vita,
spiegarle cosa è il fuorigioco,
e farle vedere quei campioni
per cui tante volte la domenica avete litigato.
AMARE LA FIORENTINA è piangere per le sconfitte amare,
godere per le poche vittorie,
tatuarsi un giglio il giorno del fallimento;
è sottoscrivere 20mila abbonati in C2;
è essere sempre una minoranza,
ed essere sempre
orgogliosi di essere una minoranza.
AMARE LA FIORENTINA significa essere faziosi
e odiare quasi tutte le altre squadre di calcio,
e essere odiati da quasi tutte le squadre di calcio.
AMARE LA FIORENTINA è tornare a casa
disperati per l'infortunio di un campione,
è detestare chi si è tanto amato,
quando cambia colore di maglia
e preferisce colori smorti a quello splendido e vivace
viola, è incapacità di comprendere come i soldi
possano cancellare una passione smisurata,
che solo Firenze e la Fiorentina possono dare a chi li fa
innamorare.
AMARE LA FIORENTINA è il sorriso di un bimbo,
l'odore delle paste calde la mattina di una trasferta,
è sole splendente sul prato di gioco..
..anche se ultimamente non dispiace se è pure pioggia,
specie se con parecchi "toni e furmini".
AMARE LA FIORENTINA è vedere una intera città pulsare delle
sue emozioni,fermarsi alla domenica ed esplodere improvvisa
in caso di vittoria.
È percorrere i viali suonando il clacson quando si vince,
è non comprare i quotidiani il giorno dopo quando si perde.
AMARE LA FIORENTINA è difficile,
perché la Fiorentina è un'amante egoista,
che ti prende il cuore
e ti rende molto meno di quello che tu gli hai donato..
.. ma quando decide di sorriderti,
in un attimo riesce a cancellare ogni amarezza:
è in quei momenti,
che non puoi far a meno di sentirti vivo e felice
e dirti che, va beh, è solo un gioco..
.. che ci sono tante cose più
importanti al mondo,
tante battaglie da combattere,
tanti valori da difendere..
.. ma per il momento
di questo stupido gioco
IO CI GODO, ECCOME !!
Ha dialogato con Adem Ljajic, suo compagno di reparto, e ha già fatto vedere quello che può fare
Andrea Ramazzotti
Il primo gol stagionale nel ritiro di Moena della nuova Fiorentina porta la firma di Mario Gomez, l'uomo più atteso, il grande colpo dei viola. Al secondo giorno in Trentino, Montella ha fatto sostenere nel pomeriggio una partitella a suoi uomini e il tedesco non ha deluso firmando di testa, su cross di Romulo, la rete dell'1-0 nel test in famiglia. Nessuno scampo per Lupatelli e primo boato dei 300 supporters in tribuna. Nonostante la pioggia l'ex Bayern si è presentato in canottiera (viola) e in avanti è stato un punto di riferimento per i compagni. Ha dialogato con Adem Ljajic, suo compagno di reparto, e ha già fatto vedere quello che può fare.
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«Ljajic? Se è riconoscente resta alla Fiorentina»
Vincenzo Guerini: «Negli ultimi 40 anni non ho mai visto giocare così bene la squadra. Servirà una rosa con 25 giocatori perché abbiamo il dovere di affrontare tutte le competizioni, compresa l'Europa League»
di Andrea Ramazzotti
MOENA - Alla conferenza stampa di presentazione del ritiro della Fiorentina a Moena, Vincenzo Guerini, club manager viola, ha parlato del neo acquisto Mario Gomez e del futuro di Adem Ljajic. «Il palmares di Mario Gomez parla da solo e ha fatto tanti gol dovunque è stato. E' un giocatore che va supportato dalla squadra perché non è l'attaccante che scarta 5 uomini e segna, ma, se la squadra continuerà a produrre una marea di occasioni da gol che ha creato lo scorso anno e se continueremo a contraddistinguerci per il gioco offensivo, Gomez si potrà divertire. Di più non dico.
». Eccoci a Ljajic e al suo futuro: «La situazione è delicata. Il ragazzo è motivato, ha superato il problema alla caviglia che lo frenava a inizio ritiro ed è consapevole che deve molto alla Fiorentina e a Montella che ha creato in lui. Forse il nostro allenatore è stato l'unico a crederci davvero lo scorso anno. Se esiste un po' di riconoscenza in questo mondo, lui deve qualcosa alla Fiorentina. Confido che possa rimanere con noi».
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